Notizie  1 Aprile, 2025

ATECO 2025: la nuova classificazione delle attività economiche in vigore dal 1° aprile 2025

ATECO 2025: la nuova classificazione delle attività economiche in vigore dal 1° aprile 2025

La nuova classificazione delle attività economiche ATECO 2025 è ufficialmente adottata dall’INPS a partire dal 1° aprile 2025​. Questo aggiornamento, predisposto dall’ISTAT nell’ambito dell’adeguamento della nomenclatura delle attività produttive, sostituisce la precedente codifica ATECO 2007. L’introduzione di ATECO 2025 mira a riflettere le evoluzioni del tessuto economico e a uniformare i criteri di classificazione per finalità statistiche e previdenziali a livello nazionale​. La nuova classificazione, entrata in vigore sul piano statistico il 1° gennaio 2025​, viene ora recepita nei sistemi INPS per gli usi previdenziali dal 1° aprile 2025​. La sua adozione in ambito INPS è stata formalizzata con la Circolare INPS n. 71 del 31 marzo 2025, che illustra le istruzioni operative per imprese e datori di lavoro.

In breve:

  • Aggiornamento automatico dei codici: l’INPS provvederà a riallineare d’ufficio i codici ATECO delle aziende già iscritte, convertendoli dalla versione 2007 alla nuova ATECO 2025​.

  • Nuove iscrizioni con ATECO 2025: per le attività con inizio dal 1° aprile 2025 in poi, i datori di lavoro devono indicare obbligatoriamente il codice ATECO 2025 fornito dalla Camera di Commercio al momento dell’iscrizione​.

  • Periodo transitorio: è prevista una fase di transizione durante la quale l’INPS completerà la riattribuzione dei codici; nel frattempo, il sistema gestionale accetta il vecchio codice ATECO 2007 e lo converte provvisoriamente in ATECO 2025, garantendo continuità agli obblighi contributivi fino a consolidamento ultimato​.

Nuove iscrizioni: uso obbligatorio del codice ATECO 2025

Dal 1° aprile 2025, per ogni nuova iscrizione di azienda con data inizio attività successiva al 31 marzo 2025, è necessario dichiarare il codice ATECO 2025 corrispondente all’attività svolta. In pratica, i datori di lavoro che aprono una nuova posizione contributiva (matricola) dopo questa data devono inserire nel modulo di iscrizione il codice ATECO secondo la nuova classificazione. Tale codice viene attribuito dalla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura (CCIAA) all’atto dell’iscrizione al Registro delle Imprese oppure tramite la conversione dal precedente codice ATECO 2007 effettuata dalla stessa CCIAA​.

Nel caso in cui l’azienda sia stata costituita prima dell’entrata in vigore di ATECO 2025 ma inizi ad assumere dipendenti solo dopo il 1° aprile 2025, potrebbe disporre ancora del vecchio codice ATECO 2007. In queste situazioni, per consentire l’iscrizione senza ritardi, la procedura INPS aggiornata accetta comunque l’inserimento del codice ATECO 2007, proponendo automaticamente il corrispondente codice ATECO 2025 associato​. Ciò significa che il sistema di iscrizione è in grado di riconoscere il codice della vecchia classificazione e di convertirlo nella nuova, permettendo al datore di lavoro di completare l’adempimento degli obblighi contributivi senza attendere la comunicazione formale del nuovo codice. Questo meccanismo di conversione immediata garantisce continuità operativa anche per le imprese create a ridosso del cambio di classificazione.

Aziende già esistenti: aggiornamento automatico e fase transitoria

Per tutte le aziende già attive e registrate prima del 1° aprile 2025, l’INPS procede in modo automatico a riadattare la classificazione alla nuova ATECO 2025. In altri termini, l’Istituto provvede progressivamente ad assegnare a ogni posizione contributiva attiva il nuovo codice ATECO 2025 corrispondente all’attività economica esercitata​. Questa riassegnazione avverrà tenendo conto della riclassificazione effettuata dalle Camere di Commercio, allineando eventuali differenze tra il codice presente negli archivi INPS e quello risultante presso il Registro imprese​. I datori di lavoro con aziende già iscritte non devono presentare alcuna domanda per l’aggiornamento del codice: il passaggio alla nuova codifica è gestito d’ufficio dall’INPS.

È prevista una fase transitoria durante la quale l’INPS completerà gradualmente la migrazione di tutti i codici dal vecchio al nuovo sistema. Le modalità operative dettagliate e le tempistiche di questo adeguamento automatico saranno comunicate dall’Istituto con appositi messaggi successivi​. Durante questo periodo di transizione, per garantire il corretto calcolo delle contribuzioni, il sistema ha introdotto un accorgimento: se un’azienda già iscritta effettua una variazione contributiva (ad esempio una modifica dell’inquadramento o dell’attività denunciata), la procedura assegna in modo provvisorio un codice ATECO 2025 basato sul corrispondente vecchio codice ATECO 2007 presente negli archivi​. Questo codice provvisorio permette di aggiornare immediatamente le caratteristiche contributive dell’azienda, e sarà successivamente consolidato (confermato o eventualmente corretto) una volta ultimata la fase di riattribuzione generale dei codici. In questo modo, l’INPS assicura che gli obblighi contributivi dei datori di lavoro possano proseguire senza interruzioni né incertezze durante tutto il periodo di adeguamento al nuovo sistema classificatorio.

Manuale di classificazione INPS: aggiornamento in arrivo

Contestualmente a queste novità, l’INPS ha annunciato che sarà reso disponibile un Manuale di classificazione dei datori di lavoro aggiornato alla nuova ATECO 2025. La nuova versione del manuale, allineata alla classificazione ATECO 2025, verrà pubblicata dopo la diffusione della circolare n. 71/2025​. Questo manuale costituisce una guida ufficiale per l’inquadramento previdenziale: per ogni attività economica codificata dall’ISTAT verranno indicati il o i corrispondenti Codici Statistici Contributivi (CSC) da attribuire ai datori di lavoro. Il formato del manuale ricalcherà la struttura della classificazione ISTAT, includendo sia la descrizione sintetica (titolo) di ogni codice ATECO sia una descrizione dettagliata delle attività comprese, fornendo così un ausilio prezioso per una corretta classificazione ai fini contributivi.

Fonti: Circolare INPS n. 71 del 31/03/2025​, Comunicato ISTAT (GU n. 302 del 27/12/2024)​

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